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“A misura di bambino” è uno spazio che non conosce confini.
I. C. D. Bramante/ Matera/ Acrilico su muro

“A misura di bambino” è uno spazio che non conosce confini.

Lettera agli studenti dell’istituto comprensivo D. Bramante di Matera

Cari bambini,
per via della distanza che ci divide, unitamente a impegni improrogabili, oggi non posso essere qui con voi in questa occasione ma vi prometto che molto presto recupereremo questo tempo! Comunque sia, vi ringrazio per l’invito e ne sono onorato. Spero non vi offendiate se vi definisco “bambini”, magari tra di voi c’é chi, giustamente, si sente un po’ già grande. Di certo non posso rimproverarvi per questo: ricordo benissimo i miei 10 anni e la mia fretta di diventare adulto, e guai se qualcuno dall’alto della sua età osava definirmi “bambino”. Oggi, che alla fine un po’ grande lo sono diventato davvero, quasi ci spero di rincontrare quel qualcuno che frenava la mia voglia di crescere: certe volte basta così poco per tornare a respirare la spensieratezza di quei miei giorni da bambino, come la solita raccomandazione della mamma, la soddisfazione nel vedere i colori unirsi sul foglio o qualcuno che mi da qualche anno in meno. Potessi tornare indietro, a quel ragazzino che sono stato, così silenzioso ma con gli occhi vispi e focalizzati sul suo futuro, gli direi di non avere fretta e di pensare che il futuro non è un traguardo da raggiungere di corsa, ma un presente che si costruisce giorno dopo giorno e diventa esperienza, che attimo dopo attimo diventa passato.
Ovviamente, questo non mi é possibile e oggi posso solamente ricordare quel me stesso bambino dal quale ho imparato una bella lezione: il futuro é di certo inevitabile ma è comunque il presente a costruirlo, quindi non abbiate fretta di correre verso il vostro domani ma createlo con cura.
Quando tempo fa mi è stato chiesto se ero disponibile a prestarmi volontariamente per la realizzazione di un mio disegno su una parete della vostra scuola, non nego che inizialmente ho avuto qualche perplessità prima di accettare l’incarico: un muro è molto più grande di un foglio ed è più problematico fissarvi un pensiero. Poi, però, ho immaginato uno spazio il quale, piuttosto che fissarne uno solamente di pensiero, potesse contenerne molti: un luogo rigenerativo, dove anche se si sta fermi a fissare un punto all’orizzonte, dentro prende vita un vortice di pensieri che chiedono spazio libero da ogni limite e un luogo dove lasciarsi fluttuare. Questo è ciò che ho rappresentato, o meglio, questo è il pensiero che mi ha guidato per tutta la realizzazione.
Un “giardino creativo”, così l’ho intitolato, perché mi aspetto, e mi auguro, che al suo interno possano coltivarsi i pensieri di tutti coloro che ci passeggeranno, che si soffermeranno a guardare l’orizzonte o ad ammirare la luna; uno spazio che esuli dal tempo e dal suo contesto, localizzato in un punto di passaggio che interrompe la piattezza delle mura interne; un giardino che per conservarsi non necessita di regolamenti, ma si affida alla cura che ne avrete.
Sarà come prendersi cura di se stessi, perché al suo interno coltiverete i vostri pensieri, sogni e desideri, quelli che oggi appartengono a voi bambini, e che domani, quando sarete donne e uomini, vi auguro di ricordare con un sorriso perché saranno stati realizzati.

Con affetto,
Salvatore.

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